Guida: I filtri profilo

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Parliamo di filtri profilo.

Partiamo dalla definizione di filtro, la guida online di Google Analytics recita: “I filtri vengono applicati alle informazioni in entrata al tuo account, per modificare i dati finali in modo da ottenere rapporti precisi. Questi filtri possono essere impostati per escludere le Visite provenienti da particolari IP (il traffico interno), per visualizzare solo i dati di un sottodominio o di una directory, o prendere URL di pagine dinamiche e convertirle in stringhe di testo leggibili.”

I filtri si dividono in predefiniti e personalizzati; i filtri predefiniti agiscono (includono o escludono) su:

  • Traffico dai domini
  • Traffico da indirizzi IP
  • Traffico verso le sottodirectory

Mentre i filtri personalizzati possono essere:

  • Di esclusione. Questo filtro esclude linee del file di log (hits) che corrispondono al pattern impostato. Le righe corrispondenti vengono ignorate completamente; per esempio, un filtro che esclude Netscape escluderà anche tutte le informazioni in quella linea, come il Visitatore, il percorso, il referrer e le informazioni sul dominio.
  • Di inclusione. Questo filtro include linee del file di log (hits) che corrispondono al pattern impostato. Tutte le hit che non combaciano verranno ignorate e tutti i dati relativi non saranno disponibili all’interno della piattaforma.
  • Lettere maiuscole / minuscole. Questo filtro converte il contenuto del campo in caratteri tutti maiuscoli o tutti minuscoli. Questi filtri riguardano solo le lettere e non i caratteri o i numeri.
  • Cerca & Sostituisci. Semplice filtro che può essere utilizzato per la ricerca di un pattern all’interno di un campo e sostituirlo con una voce alternativa.
  • Avanzato. Questo tipo di filtro consente di costruire un campo da uno o due filtri esistenti. Il motore di filtraggio applica le espressioni nei due campi di estrazione ai campi specificati e successivamente costruisce un campo utilizzando l’espressione Constructor.

I filtri di inclusione ed esclusione consentono di gestire separatamente alcuni tipi di hit. L’elenco dei campi disponibili è lungo e va dalla URI (o dal nome host) di riferimento, alle transazioni e-commerce, passando alle versioni Flash installate fino alla città di provenienza della Visita o a particolari Eventi. Si utilizza questo tipo di filtro se si stanno monitorando diversi domini sotto allo stesso account (es.: UA-xxxxx-1) e si vuole distinguere le Visite del dominio A da quelle del dominio B (si utilizza il filtro includi, impostato sul nome host compilato col nome del dominio da monitorare).

I filtri sulle lettere maiuscole e minuscole consentono di uniformare voci uguali che si presentano in forme differenti, come per esempio la stessa pagina che viene caricata sia da /home.html che da /Home.html, che può essere unificata sotto la stessa voce (e migliorare i report dei contenuti).

I report Cerca & Sostituisci consentono di accorpare differenti voci, come per esempio 2 pagine facenti riferimento allo stesso aspetto (ma con contenuti differenti). Esempio: le pagine /esempio/vacanze/neve/alto-adige/home.html e /esempio/vacanze/mare/sardegna/home.html possono essere unificate sotto la voce /esempio/vacanze/.

I report Avanzati vengono utilizzati in impostazioni di livello avanzato. Il più famoso ed utilizzato fra i filtri avanzati è quello che consente di appendere il nome host alla URI richiesta. Sempre nel caso in cui si stiano monitorando www.sitoa.it e www.sitob.it sotto lo stesso account (UA-xxxxx-1), se i due domini presentano URI uguali, nel profilo complessivo non sarà possibile distinguere le pagine di un dominio da quelle dell’altro all’interno dei report, a meno che non si applichi una dimensione secondaria (che rischia di far campionare il report). Applicando questo filtro, invece, avremo la distinzione precisa delle URL visualizzate nel suo complesso, quindi a fianco di www.sitoa.it/home.html ci sarà anche www.sitob.it/home.html.

Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta.

All’interno di un profilo di un cliente, volevo filtrare le Visite provenienti da un particolare referrer, in quanto ho scoperto essere in realtà le Visite che effettuava il call center interno. Partivo baldanzoso impostando un filtro di esclusione, selezionando la voce “Referral” presente sotto “Contenuti e traffico” all’interno del Campo filtro, e poi inserivo all’interno del pattern il nome del referrer, aspettandomi di aver debellato queste Visite non volute. Niente di più sbagliato. Il mattino dopo erano ancora presenti visite da quel referrer, il che ha scatenato (oltre alla mia delusione) il panico da “trova una soluzione al più presto”. La soluzione è stata trovata sostituendo alla voce “Referral” quella “Sorgente campagna”, sotto “Campagna o gruppi di annunci” (e da qui la mia incredulità). Il motivo è riconducibile al fatto che “Referral” non è valida in quanto i filtri vengono applicati alle hit, e non alle Visite. Quindi il valore del referrer deve essere l’esatto referrer per ogni hit, e non della Visita.

Altro caso: fra le sorgenti di traffico è sicuramente presente anche nei vostri profili la voce “t.co” che altri non è che Twitter. Mi è venuta voglia di modificare questa voce così poco chiara e “maneggevole” all’interno dei report e rinominarla con un più chiaro “Twitter”. Seleziono il filtro Cerca & Sostituisci e imposto la voce “Sorgente campagna” memore del mio sfortunato tentativo di pochi giorni prima. Sbagliato di nuovo. Il campo corretto, in questo caso, è “Referral” compilato alla voce Cerca stringa con l’estensione completa e precisa del referrer, e cioè “http://t.co”.

Morale della favola: non date mai per scontati i filtri di profilo di Google Analytics, ma testateli all’interno di un profilo a parte prima di applicarli ai Vostri profili di riferimento.

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