Google Analytics: un set di Custom Dimension base

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Annunciate in parallelo al lancio di Universal Analytics, le Custom Dimensions rappresentano l’evoluzione delle Custom Variables e consentono di integrare i dati raccolti in maniera standard dal codice di tracciamento di Google Analytics con ulteriori considerazioni, spesso molto interessanti per gli analisti.

Per loro natura, le Custom Dim rischiano di venire sottovalutate: è necessaria, infatti, un’analisi precisa e una conoscenza approfondita del sito tracciato per compilare questa lista di dimensioni personalizzate, oltre ad una discreta conoscenza tecnica del metodo di tracciamento. Inoltre, non avendo una reportistica dedicata, è facile per un utente medio non considerarne l’esistenza.

Le custom dim (massimo 20 per property, che diventano 200 per Google Analytics Premium), possono essere impostate su 4 diversi livelli (scope), ognuna con finalità differenti:

  • User. L’attributo di riferimento è legato inequivocabilmente all’utente che sta effettuando la visita, per esempio il sesso, l’anno di nascita o il codice identificativo
  • Session. Si tratta di un aspetto legato alla Visita, come per esempio un parametro relativo ad uno strumento terzo che si vuole integrare,
  • Hit. Tipologia legata alle variabili per singola hit (pagina vista, evento, transazione..), come per esempio una sezione o una categoria di riferimento della pagina vista.
  • Product. Tutto quello che può essere ricondotto ad un prodotto, come per esempio la taglia, il colore, la disponibilità, ecc, che non è necessariamente presente all’interno dell’Ecommerce Avanzato.

Per ogni Custom Dim impostata va specificato l’index, un valore numerico compreso tra 1 e 20 (o 200), che la identifica. Un esempio di codice di tracciamento relativo alla Custom Dim può essere il seguente

ga(‘set’, ‘dimension1’, ‘VALORE’);

Dove la ‘dimension1’ identifica l’index di riferimento e ‘VALORE’ è il valore che si vuole passare a questa custom dim. Il nome e lo scope, invece, vanno impostati all’interno delle configurazioni di GA:

CD

Fatta questa doverosa premessa, potrebbe essere interessante identificare un set di Custom Dimensions da considerare “standard”, cioè da suggerire in qualsiasi implementazione di Google Analytics.

Ecco la nostra proposta:

  1. UID. Scope User. Identifica univocamente l’utente, una volta effettuato il login, indipendentemente dal device o dal browser utilizzato. Non deve essere popolato con dati sensibili legati all’utente, ma esclusivamente con valori alfanumerici anonimi. Esempio di utilizzo: l’utente “8797328441348” ha effettuato 17 sessioni, visualizzato 112 pagine, compilato una form di registrazione lunedì e acquistato 4 prodotti giovedì.
  2. CID. Scope Session. Chiamato anche Client ID, è un parametro di Google Analytics, che identifica il singolo browser (se un utente utilizza sulla stessa macchina un secondo browser per navigare, avrà un cid differente). Esempio di utilizzo: il cid “481553911.1407588992” ha effettuato 7 visite (con lo stesso browser, ovviamente), visualizzato 26 pagine, scaricato 4 pdf e raggiunto 2 goal di navigazione. Vantaggio rispetto all’uid? Non deve dipendere dall’aver effettuato la login. Svantaggio? Non è preciso (manca l’aspetto relativo al cross-device e al cross-browser). Perché lo scope è Session? Perché non fa riferimento al singolo user (come lo UID) e settandolo a livello di Session lo si può incrociare con le altre dimension con il medesimo scope.
  3. Session ID. Scope Session. Come per il cid, si tratta di un parametro di Google Analytics che identifica la singola Sessione. Esempio di utilizzo: all’interno della sessione “1442102400075.5wb2nsqfiggb9” sono state visualizzate queste pagine, sono avvenuti questi eventi ed è stato raggiunto questo goal di navigazione. Questo Session ID è legato al cid tizio (e all’uid sempronio).
  4. Hit Timestamp. Scope Hit. Si tratta del singolo Timestamp staccato dalla macchina dell’utente ad ogni interazione (pagina vista, evento, transazione, social interaction, ..). Consente di ordinare queste Hit in maniera sequenziale, ricostruendo con precisione la singola sessione effettuata dallo specifico utente. Esempio di utilizzo: all’interno della tal sessione, la home page è stata visualizzata con timestamp “2015-09-30T12:06:10.106+02:00”, mentre la pagina del tal prodotto è stata visualizzata con timestamp “2015-09-30T12:08:12.123+02:00”.
  5. Ambiente. Scope Session. Questa variabile consente di distinguere l’ambiente in cui si sta navigando. Siamo in produzione? Stiamo navigando in sviluppo? O è l’ambiente di test? Con questa variabile si può escludere velocemente e senza errori il traffico che non faccia riferimento alla produzione (quindi non significativi a livello analitico). Esempio di utilizzo: queste pagine viste fanno riferimento all’ambiente “prod”.
  6. Layout. Scope Session. Quale layout viene utilizzato dall’utente per navigare il sito? Questo valore non fa riferimento al dispositivo utilizzato, ma al tipo di visualizzazione che l’utente sceglie di avere utilizzando il proprio dispositivo: esistono casi di utenti smartphone che decidono di visualizzare la versione desktop del sito, o anche utenti desktop che preferiscono avere una visualizzazione più legata al mobile. Esempio di utilizzo: le visite da dispositivo Smartphone sono avvenute con il 70% di layout “Mobile”, il 25% con layout “Desktop” e il 5% con layout “Tablet”.
  7. Area del Sito. Scope Hit. In quale area del sito si sta navigando? Questa variabile consente di raggruppare i contenuti del sito in maniera logica. Cosa mi da di più la Custom Dim rispetto al Content Grouping? La possibilità di incrociare con molte più informazioni. Esempio di utilizzo: il 63% delle aggiunte al carrello dei prodotti della categoria “Elettrodomestici – Lavatrici” avviene nelle pagine di listing, mentre solo il 37% avviene all’interno delle schede prodotto.
  8. Page Name. Scope Hit. Avete delle URL invereconde? I vostri report dei contenuti di Google Analytics sono completamente illeggibili? Con un Page Name adeguato, risolvete tutti i problemi. Esempio di utilizzo: la pagina con URL: miosito.it/section-z/index.html?parametrox=xyx&parametroy=123 può essere registrata in GA come “Elettrodomestici/Lavatrici/7kg/ModelloXYZ123”.
  9. Tipologia Utente. Scope User. Questa variabile consente di distinguere i vostri utenti a seconda di un’azione effettuata sul sito. Ha già effettuato un acquisto? Allora è un customer. Si logga come autore sul mio blog? Allora è un author. Qualsiasi aspetto possa essere rilevante nella segmentazione degli utenti può essere utilizzato all’interno di questo campo. Esempio di utilizzo: l’utente “XYZ123” ha salvato un preventivo, il che lo rende un “Prospect” (fino a che non cambia status).
  10. Valore della Sessione. Scope Session. Se all’interno di una sessione viene effettuata un’azione che riteniamo di particolare interesse, possiamo etichettare questa sessione come di “alto livello”. Esempio di utilizzo: all’interno di una sessione viene compilata una survey, il valore di questa sessione è da considerare “alto”, in una seconda sessione viene effettuato un social share, ne consegue un valore “medio”.

Honorable mention: se si è in presenza di un sito e-commerce, qualsiasi aspetto che sia legato al prodotto e che ne arricchisca il set di informazioni.

Avete già settato queste Custom Dimensions?!

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