Google Analytics: l’adjusted bounce rate

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Per definizione il Bounce Rate (o se proprio preferite, Frequenza di Rimbalzo) è la percentuale di visite al sito che si concludono dopo la visualizzazione di una sola pagina.

Il Bounce rate è una delle metriche più importanti in tutta la web analyitcs e in quasi tutte le casistiche fornisce indicazioni fondamentali riguardanti la qualità della visita. Prendiamo però un caso particolare: un visitatore atterra sul sito una volta cercato su Google articoli riguardanti un particolare argomento molto specifico (es. biografia di un determinato giocatore di basket).

Il visitatore è interessato a quel preciso argomento, legge tutte le informazioni presenti in pagina, è contento ma poi dopo un minuto esce perchè ha già trovato quello che cercava. In questo caso è giusto considerare il bounce negativamente? Anche il tempo speso sul sito non implica sempre una cattiva qualità della visita:  se ho bisogno di trovare un particolare indirizzo, trovarlo in breve tempo è un bene.

Prima di parlare dell’Adjusted Bounce Rate, è bene ricordare due concetti:

– Google Analytics nel calcolare la durata della visita esclude l’ultima pagina. Nel caso di visite bounce (in cui la prima pagina è anche l’ultima) viene attribuita una durata nulla (00:00:00). L’utente potrebbe essere stato sulla pagina 2 secondi come 10 minuti, non lo possiamo sapere.

– Tornando alla definizione ufficiale del bounce rate si specifica che un rimbalzo è calcolato come la visualizzazione di una singola pagina o l’attivazione di un singolo evento in una sessione o in una visita. Quindi se atterro sul sito, vedo una sola pagina prima di uscire,  ma attivo un evento (correttamente impostato per essere tracciato) come ad esempio un Facebook Like, non sarà più una visita bounce.

Cosa ha pensato di fare il team di Google? Semplice, sfruttare questa eccezione legata agli eventi per influenzare il bounce rate.
Sul blog ufficiale viene illustrato come settare un evento in modo tale da impattare sul bounce rate. Nell’esempio si è scelto di non considerare come bounce le visite superiori ai 15 secondi:

<script type=”text/javascript”>
 
  var _gaq = _gaq || [];
  _gaq.push([‘_setAccount’, ‘UA-XXXXXXX-1’]);
  _gaq.push([‘_trackPageview’]);
  setTimeout(“_gaq.push([‘_trackEvent’, ’15_seconds’, ‘read’])”,15000);
 
  (function() {
    var ga = document.createElement(‘script’); ga.type = ‘text/javascript’; ga.async = true;
    ga.src = (‘https:’ == document.location.protocol ? ‘https://ssl’ : ‘http://www’) + ‘.google-analytics.com/ga.js’;
    var s = document.getElementsByTagName(‘script’)[0]; s.parentNode.insertBefore(ga, s);
  })();
 
</script>

Utilità reali? Dubbie: qual è l’intervallo ottimale da impostare? 15 secondi?  21 secondi? 127 secondi? Impossibile stabilirlo senza effettuare dei test che comunque andrebbero ad impattare sulla metrica e il confronto con lo storico verrebbe comunque alterato.  In questo senso, meglio l’approccio di Clicky che di default setta a 30 secondi il limite per la definizione di una visita Bounce.  Sarebbe più interessante poter avere in contemporanea (senza dover avere due profili diversi e una doppia chiamata) nello stesso profilo sia la metrica bounce rate classico, sia l’adjusted bounce rate.

Segnaliamo inoltre che questo “trucco” era già stato mostrato in passato.

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