Google Analytics: Content Grouping

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Il Content Grouping (o Raggruppamento di contenuti) è uno strumento utile che permette di suddividere in categorie di contenuto il proprio sito o app e visualizzare le metriche aggregate per ogni gruppo. E’ particolarmente pratico se si ha la necessità di analizzare numerosi contenuti: impostando l’analisi su una specifica struttura di business si possono creare dashboard e report personalizzati efficaci.

Un Content Grouping può essere composto da molteplici Raccolte logiche di contenuti, o semplicemente gruppi. Una raccolta di contenuti può essere composta dalle pagine di una determinata sezione del proprio sito o dagli screen di una app.

I Content Grouping possono essere configurati esclusivamente a livello di profilo.

Ci sono tre metodi utilizzabili per creare una raccolta di contenuti:

–          Raggruppamento per codice di monitoraggio: questo metodo richiede l’aggiunta di un piccolo pezzo di codice ad ogni pagina del sito o dell’app. Il codice imposterà il nome del Gruppo di contenuti quando la pagina viene caricata. E’ possibile utilizzare anche la configurazione di Google Tag Manager.

–          Raggruppamento con estrazione: questo metodo estrae il nome della raccolta di contenuti da una dimensione pre-esistente. L’idea è quella di utilizzare una espressione regolare per analizzare la dimensione e estrarre automaticamente il nome del Gruppo.

–          Raggruppamento con definizioni delle regole: l’unica differenza di questo metodo da quello del Raggruppamento con estrazione è di dover impostare manualmente il nome del Gruppo.

Si possono impostare fino a cinque Content Grouping per profilo, che possono contenere molteplici Raccolte di contenuti. Le Raccolte di contenuti vengono applicate ai propri dati in maniera sequenziale, applicando prima il metodo del codice di monitoraggio, poi l’estrazione e infine le definizioni delle regole.

Se sono stati impostati i Content Grouping, essi sono disponibili nella sezione Behaviour dei report di Google Analytics. Entrando nel report All Pages (all’interno del Site Content), si può notare che in cima alla tabella dei dati è presente, tra le dimensioni principali, la voce Content Grouping e un relativo menu a discesa. Questo menù mostra tutti i Content Grouping che disponibili per il profilo selezionato.

Anche nella Navigation Summary diventa possibile selezionare un Content Grouping: in questo modo infatti, oltre a poter visualizzare i movimenti degli utenti da una pagina all’altra, sarà possibile vedere anche come gli utenti si muovono tra differenti tipi di contenuto presenti sul sito. Questo rende molto più comodo comprendere il comportamento degli utenti.

E’ importante ricordare che i Content Grouping non sono applicabili ai dati retroattivi, che verranno visualizzati come (not set) all’interno dei report. In maniera analoga, anche i dati che non ricadono all’interno di uno dei gruppi di contenuto verranno visualizzati come (not set).

Quando si crea un Raggruppamento di contenuti, Google Analytics crea automaticamente una nuova dimensione. Si possono creare fino a 5 Content Groupings per profilo, e pertanto si possono avere 5 nuove dimensioni, una per ogni Content Grouping. Queste dimensioni possono essere utilizzate, come anticipato, anche nell’impostazione di Report Personalizzati e Dashboard.

La metrica “Unique Views” diverrà disponibile nei report dove si utilizza un Content Grouping come dimensione principale. Questa metrica indica il numero di sessioni in cui almeno una pagina del gruppo selezionato è stata visualizzata una o più volte. Il gruppo (not set) avrà sempre questa metrica con un valore pari a zero.

Le dimensioni Content Grouping sono dimensioni hit level. Questo significa che si possono usare solo metriche hit level, come pageviews, tempo sulla pagina, page value ecc. Non si possono usare in relazione con metriche session level, come il conversion rate o la revenue per visit.

Per ottenere un vantaggio reale dal Content Grouping è necessario pianificarlo attentamente. E’ fondamentale capire come si vogliono analizzare i propri dati.

Nel caso di un sito e-commerce, può essere utile impostare il proprio Content Grouping in modo da distinguere le aree del proprio sito in:

–          Pagine Prodotto: è importante comprendere la percentuale di utenti che visualizzano i propri prodotti. Se il visitatore non vede il prodotto, difficilmente lo acquisterà.

–          Tool di vendita speciali, come configuratori di prodotti.

–          Pagine del carrello: in genere la percentuale di persone che visualizzano queste pagine è molto bassa, ma rappresentano un’importante area di contenuto del sito, che precede la finalizzazione di un acquisto.

–          Pagine della gestione del proprio account: molti siti e-commerce permettono agli utenti di controllare le impostazioni personali legate all’account e rivedere ordini, gestire resi, ecc.

–          Pagine di marketing: alcuni siti potrebbero dedicare alcune pagine a iniziative e promozioni, ma anche solo per rendere disponibili informazioni sul brand.

–          Pagine dedicate al Support: permette di analizzare i dati riferiti ai clienti che si rivolgono al support messo a disposizione dal sito.

–          Pagine di Errore: raggruppare le pagine errore per poi analizzare nello specifico quali sono gli errori più frequenti visualizzati dagli utenti. Si possono raggruppare errori di natura tecnica, così come errori funzionali legati ai metodi di pagamento.

Un altro caso interessante potrebbe essere l’analisi del Content Grouping in una Gaming App:

–          Screen dei Game Level: la maggior parte dei contenuti per un gioco sono probabilmente basati sui livelli. Si può replicare questa struttura in GA.

–          E-commerce screen: solitamente utilizzate per vendere agli utenti dei contenuti aggiuntivi a pagamento.

–          Screen di configurazione: le pagine dove l’utente può scegliere le proprie impostazioni.

–          Error screen: anche in tal caso si può scegliere se raggruppare errori tecnici o funzionali (come ad esempio problemi con la login).

Capire il comportamento dell’utente all’interno del proprio sito è un aspetto rilevante, a volte determinante, dell’analisi. Questo è la prospettiva più interessante del Content Grouping, ovvero la versatilità che presenta, che permette di analizzare i dati presenti in Google Analytics attraverso un differente punto di vista, non più legato alla sola struttura intrinseca del sito ma decisa dall’utente in base a logiche di business e di navigazione.

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