Google Analytics: come configurare Universal Analytics in maniera efficace

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Universal Analytics è il nuovo protocollo di misurazione lanciato da Google in occasione del summit del 2012.

Da allora, il mondo della web analytics ha approcciato le novità introdotte da questo protocollo in maniera difforme: la modifica del codice di tracciamento può risultare un ostacolo (ma non se si utilizza Google Tag Manager!), come le diverse configurazioni in piattaforma che non sempre sono chiare o efficaci (siete a conoscenza del fatto che si può modificare il session timout? Sapete cos’è il session timeout??), oltre al fatto che, al momento del lancio, Big G non è stata proprio chiarissima nello specificare che la Grande modifica (seguire il percorso degli utenti cross device e cross browser) ha effetto solo per gli utenti registrati che si loggano.

Beh, 21 mesi dopo, l’utilizzo di Universal Analytics è molto diffuso (fonti certe dicono il 95% delle property GA, tenendo però conto solo delle property “attive” e considerando il fatto che la migrazione a volte è avvenuta in automatico..) ma non tutte le feature di questo nuovo protocollo vengono sfruttate a pieno.

Vediamo allora cosa si può fare:

  • integrare il campo “uid” all’interno del codice di tracciamento: questo campo consentirà di seguire gli utenti loggati nel loro percorso cross device e cross browser, garantendo una reportistica chiara sull’utilizzo di più dispositivi da parte degli utenti “riconosciuti”. Quello che non c’è (in automatico) è un elenco degli utenti (mi raccomando, solo valori non identificati: non è possibile passare nell’id il riferimento dell’utente come il nome o l’indirizzo di posta elettronica) e una descrizione delle loro attività PER SINGOLO UTENTE. Sarà necessario allora passare l’uid anche come Custom Dimension e, su queste, creare dei report personalizzati in grado di far emergere cluster di utenti sui quali, magari, effettuare operazioni di remarketing (quanto può valere avere una lista degli utenti che ha aggiunto un prodotto al carrello SENZA poi acquistarlo? O che ha visualizzato un video, un pdf, una particolare offerta?).
    Nota (repetita juvant): con Tag Manager questa operazione è ancora più semplice..
  • integrare l’ecommerce avanzato. Questa è una novità più recente: si tratta di una reportistica sull’ecommerce avanzata, in grado di mettere in evidenza i prodotti visualizzati, quelli aggiunti al carrello e così via sino all’acquisto, oltre ad una serie di ulteriori report di estremo interesse (gestione dei resi, efficacia dle brand, promo interne, ecc.).
    L’effort richiesto non è indifferente, perché bisogna sostanzialmente ritaggare tutto il sito (a meno che non si riesca ad intercettare le variabili di riferimento e, di nuovo, non si utilizzi Tag Manager), ma i vantaggi dati da questo set di report è decisamente impagabile.
  • configurare la property. Oltre all’uid e all’ecommerce, è possibile configurare la durata di default di una visita (in pratica, il periodo di inattività sul sito oltre il quale viene generata una nuova visita), la durata dei cookie delle campagne (di base 6 mesi, lo sapevate?!) e la configurazione di motori di ricerca aggiuntivi, referrer e keyword da escludere.
  • caricare file di dati. Anche questo è un aspetto poco noto ma, grazie a Universal Analytics, è possibile caricare file contenenti informazioni aggiuntive del traffico registrato (esempio classico: attività nei negozi fisici di utenti che hanno visitato il sito).

le novità, poi, non finiscono qui, visto che tutte le nuove feature rilasciate da Google verranno rilasciate per Universal Analytics. Il tracciamento con GA classico verrà piano piano dismesso, sino a quando (come già successo in passato per Urchin) il codice di tracciamento non sarà più in grado di raccogliere dati.

happy analyzing!

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